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"Meticolosamente addestrato, un uomo, può diventare il migliore amico di un cane.  (Ford)

 

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Cosa Facciamo

L’associazione “Conoscere il cane”, si propone di lavorare solo in modo cinocentrico, cioè ponendo come pilastro fondamentale il benessere del cane e del binomio uomo-cane.
Non usiamo assolutamente pratiche di natura addestrativa o metodi coercitivi e neanche metodi denominati “gentili”. I nostri principi seguono il metodo scientifico “Cognitivo Zooantropologico (CZ). L’approccio cognitivo, si basa sul pieno riconoscimento della soggettività dell’animale e sulla interpretazione mentale del suo comportamento, inaugurando un modo complessivo di valutare lo sviluppo (come forma l’identità) e l’espressione (come si manifesta l’identità) riassumibile nell’assunto che ogni identità sia la realizzazione di un processo evolutivo che dà vita ad un mondo interno. L’approccio cognitivo considera il comportamento la manifestazione di un pensiero come atteggiamento proposizionale (temere che, credere che, sperare che, ricordare che) non necessariamente consapevole, ma senza esito di un mondo interiore. Le risorse del sistema hanno una valenza funzionale riferibile alla revocabilità e alla composizione della risorsa stessa. Si basa su una visione sistemica o stato mentale, da cui l’espressione comportamentale; su un modello a dotazione e non ad automatismo della risorsa comportamentale.
Così, mentre l’approccio tradizionale inevitabilmente ha una lettura strumentale dell’animale e quindi performativa della sua presenza e addestrativa della sua formazione, l’approccio cognitivo è pedagogico, ossia evolutivo e collaborativo nel modo di integrare l’animale partner, rifiutando tanto la reificazione del pet quanto l’antropomorfizzazione e puntando sulla valorizzazione del suo carattere di alterità )soggettività e diversità).
Tutte le figure interne all’Associazione ed esterne in formazione, devono operare seguendo un preciso codice deontologico. All’interno dell’Associazione è fatto divieto assoluto all’utilizzo di metodi coercitivi, nessun tipo di attrezzatura quali collari elettrici, collari a spruzzo (aria e sostanze), collari con le punte, collari a strozzo o qualsiasi altro metodo che pregiudichi il benessere psico-fisico del cane. Non si praticano all’interno del campo discipline quali: IPO, mondioring, utilità e difesa sportiva e civile, coursing e caccia con prede vive.
Il benessere del cane e dei conduttori è prioritario e mai subordinato a fini personali e speculativi. Gli operatori, educatori, istruttori e tecnici devono esercitare la loro attività con professionalità, responsabilità e serietà. E’ fatto assoluto divieto di collaborare con allevatori senza scrupoli che antepongono i loro scopi economici a scapito dei cuccioli che “producono”, non considerando il benessere psico-fisico dei cani allevati, anche se questo comporta da parte del tecnico, rinunciare a rientri economici, pubblicitari e quant’altro.
Questo è il nostro mondo, il nostro modo di pensare e lavorare per il benessere del più caro e fedele compagno dell’uomo: il cane.