Get Adobe Flash player

"Meticolosamente addestrato, un uomo, può diventare il migliore amico di un cane.  (Ford)

 

News24h

Anziano patteggia la pena...

Ha patteggiato la pena, l’84enne pensionato protagonista di un atroce caso di maltrattamento

Leggi tutto...

LAV: Sperimentazioni

“Sono state rese pubbliche le statistiche riguardanti il numero di animali usati per fini sperimentali nel 2015.

Leggi tutto...

Pasqualino...

Non ce l’ha fatta a sopravvivere Pasqualino, il cagnolino trovato

Leggi tutto...

Non solo Cinofilia

Sti nobili...

Un barone inglese invita un amico a trascorrere qualche giorno di vacanza nel proprio castello. 

Una mattina i due vanno a caccia ed il barone

Leggi tutto...

Come si fa a bloccare un comportamento e a favorirne un altro?
Il modo migliore è premiare gli atteggiamenti corretti e

punire quelli sbagliati, ma cosa significa premiare e soprattutto cosa s’intende per punizione? Nel caso delle punizioni, come già visto parlando di pipì, le sciocchezze tramandate sono all’ordine del giorno: colpire con un giornale, prendere per la collottola e scrollare, buttare le chiavi per terra, dare una sculacciata, urlare a pieni polmoni, dare un “no” secco, strattonare col guinzaglio, apporre un collare elettrico, togliere il respiro con uno strangolo, mettere in castigo.
Abbandoniamo subito queste usanze, che non solo non aiutano ma peggiorano la situazione e compromettono il nostro rapporto, oltre ad essere deprecabili sotto il profilo morale.
La miglior punizione capace di limitare, senza violenza e senza destare paura, in maniera consistente l’espressione di comportamento consiste nel  togliere al cane centralità sociale ogni volta che manifesta gli atteggiamenti indesiderati. In altre parole far si che quando il cane dà luogo a quel comportamento immediatamente venga abbandonato dal gruppo, non dandogli attenzione, volgendogli le spalle, allontanandosi e interrompendo qualsiasi interazione con lui.
Un altro modo per limitare un comportamento è quello di interporsi  con il corpo in modo tale da occupare o un varco senza far nulla al cane.
Anche l’arte del premiare non è poi così semplice, anche perché quasi sempre le persone ignorano cosa effettivamente sia un premio per il cane. Ricevere attenzione quando esprime un particolare comportamento è raggiungere il premio più ambito, la centralità sociale. Purtroppo le persone tendono a dare attenzione, invece, proprio a quegli atteggiamenti che vorrebbero contenere, con il risultato opposto. L’attenzione è una risorsa molto importante che va gestita con estrema oculatezza: se il cane inizia ad abbaiare non mi rivolgo a lui gridando, perché di fatto così gli do attenzione, ossia un premio che andrà a rinforzare quel comportamento.
Altro premio importante è il “bravo”, parola che in poco tempo assume per il cane il valore di consenso sociale che pertanto rappresenta il risultato molto più ambito di quello che potremmo pensare. Anche la vicinanza è un premio, per questo allontanarsi fisicamente è vissuto dal cane come una punizione, e lo è il contatto, anche questo purtroppo spesso somministrato per frenare, andando così ad accrescere il comportamento problematico. L’ingaggio è un premio: per esempio se dopo un comportamento desiderato lo invitiamo al gioco o usciamo con lui per una passeggiata, il cane vivrà questo come gratifica per il suo comportamento.
Come il contatto ma con valenze di ordine più affettivo sono le carezze, i grattini sulla schiena e il massaggio. Esistono poi le vere e proprie ricompense, come il bocconcino o il riportello, molto utili quando si vuole impostare un comportamento come il “seduto” o il “resta”.
Un requisito di base per premiare correttamente è la tempestività, ovvero dare il premio immediatamente dopo che il cane abbia compiuto il comportamento che vogliamo rinforzare; se tardiamo e gli diamo la possibilità di esprimere qualcos’altro, con facilità egli sarà portato a pensare che è la seconda cosa che ha fatto quella giusta. Per questo è buona abitudine all’inizio tenere dei bocconcini a portata di mano, senza sventolarglieli davanti, per poter rinforzare gli atteggiamenti giusti.
Se ogni tanto saremo costretti a punire, sempre secondo le indicazioni suesposte, è tuttavia preferibile creare delle alternative al comportamento indesiderato e premiare il cane quando esegue la nostra proposta al posto di ciò che non volevamo.


Tratto da “il galateo per il cane” di Roberto Marchesini, 2011, Giunti editore