Get Adobe Flash player

"Meticolosamente addestrato, un uomo, può diventare il migliore amico di un cane.  (Ford)

 

News24h

Anziano patteggia la pena...

Ha patteggiato la pena, l’84enne pensionato protagonista di un atroce caso di maltrattamento

Leggi tutto...

LAV: Sperimentazioni

“Sono state rese pubbliche le statistiche riguardanti il numero di animali usati per fini sperimentali nel 2015.

Leggi tutto...

Pasqualino...

Non ce l’ha fatta a sopravvivere Pasqualino, il cagnolino trovato

Leggi tutto...

Non solo Cinofilia

Sti nobili...

Un barone inglese invita un amico a trascorrere qualche giorno di vacanza nel proprio castello. 

Una mattina i due vanno a caccia ed il barone

Leggi tutto...

Non ce l’ha fatta a sopravvivere Pasqualino, il cagnolino trovato

 

qualche giorno fa a Palermo completamente ricoperto di olio e zolfo. La situazione, già al momento del soccorso, si presentava molto grave e il ricovero presso una struttura veterinaria non ha potuto che confermarlo: i valori renali del piccolo erano completamente sballati e la grave insufficienza renale, infine, lo ha ucciso.

Secondo quanto riportato da Quotidiano, il veterinario che aveva in cura Pasqualino ha riferito che il cane era malato da tempo ma che non era stato sottoposto a nessuna cura.

L’animale era stato ritrovato la domenica di Pasqua in provincia di Palermo, dentro un catino e completamente ricoperto di olio e zolfo. Inspiegabili i motivi. Il cane si presentava anche cachettico e denutrito. Era stato scorto di fronte al cancello dell’abitazione di una signora del posto.

Pasqualino non era un cane anziano, poiché aveva circa cinque anni. Se è certo che il suo malessere fosse evidente da tempo e che nulla fosse stato fatto per curare la sua insufficienza renale, non è da escludere che l’olio e zolfo utilizzati per impregnare completamente il pelo del cane fossero un metodo (completamente errato) per combattere un’inesistente rogna. Poi, visto che l’animale non migliorava, si è proceduto con l’abbandono in un catino.

“Hanno finito il lavoro di distruzione, intossicandolo”, commentano i volontari, consolati appena dal fatto che Pasqualino, almeno, non sia morto da solo.