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"Meticolosamente addestrato, un uomo, può diventare il migliore amico di un cane.  (Ford)

 

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Non pretendiamo troppo da lui: è normale per il cucciolo fare la pipì sui tappeti, sporcare dove gli capita e rosicchiare qualunque cosa. Per questo avremo cura di

allontanare temporaneamente tutti gli oggetti che vogliamo salvaguardare togliendoli dalla sua portata.
All’inizio dovremo armarci di pazienza, abbandonando la pretesa di estrema pulizia della casa. Se accorriamo con tutto l’occorrente per pulire lui prenderà questi movimenti come un gioco e sarà portato a rifarla nello stesso posto: meglio portarlo in un’altra stanza, dedicargli un po’ di attenzione per distoglierlo da quello che ha appena fatto, poi in sua assenza provvedere a pulire.
Se lo sgrideremo (purtroppo c’è ancora chi consiglia di mettergli il muso nella pipì!) creeremo nel cucciolo una sorta di inibizione , ma non riferita al luogo, bensì alla nostra presenza: il cucciolo non sarà più capace di farla davanti a noi, con il risultato che sporcherà in casa di nascosto o in punti poco visibili, ma soprattutto non sarà più in grado di farla quando lo accompagneremo al parco. Se metteremo pannoloni o giornali lo incoraggeremo a depositare i bisognini in un certo punto, poi sarà complesso riabituarlo a farla fuori.
Il modo migliore è non dare importanza quando sporca in casa, perché è naturale che un cucciolo nei primi mesi non abbia controllo, e contemporaneamente abituarlo a liberarsi delle deiezioni fuori. Come?
Semplicemente portandolo più volte all’esterno, soprattutto nei momenti in cui è più facile che abbia bisogno di espletare le funzioni, per esempio al mattino presto, dopo mangiato, appena sveglio dopo una dormitina, verso sera. Ogni volta che la fa sul prato gli diremo immediatamente “bravo” e lo premieremo con un bocconcino gustoso, di quelli riservati alle grandi occasioni. In breve il cucciolo si abituerà a tal punto a sporcare all’esterno o su un prato che non sarà più in grado di farla se non si trova in quelle condizioni.
La seconda qualità che un partner umano deve avere è la coerenza: il cucciolo deve sempre sapere cosa aspettarsi dopo una particolare azione. La cosa peggiore che potremmo fare è ridere in un momento in cui siamo di buon umore e sgridarlo per la stessa cosa quando siamo arrabbiati. Essere coerenti significa anche che se accettiamo un certo comportamento poi dobbiamo permetterglielo sempre e in qualunque situazione. Se consentiamo al cane di chiederci cibo avvicinandosi alla tavola, dobbiamo mettere in conto che lo farà anche quando abbiamo ospiti e che sarà portato a farlo anche al ristorante, avvicinandosi al tavolo di altri avventori. Se consentiamo al cane di alzarsi sulle zampe posteriori e di metterci le zampe anteriori addosso dobbiamo ricordare che lo farà anche quando abbiamo il vestito migliore e con il bambino o la vecchietta rischiando di farli cadere.
La coerenza non è una virtù facile, perché le persone tendono a comportarsi in modo differente a seconda del loro umore, ma è ciò che maggiormente ci accredita come educatori: il cane capisce cosa vogliamo da lui, fa proprie delle regole comportamentali che valgono sempre, ci ascolta perché ha imparato che siamo affidabili. La coerenza ci chiede di non fare i conti solo con il presente, ma di proiettarci nel futuro: quello che vale oggi dovrà valere anche domani. E qui sta un'altra debolezza. I cuccioli sono piccoli, ci fanno tenerezza, ci strappano sempre il sorriso… insomma siamo disposti a perdonare loro qualunque cosa. Poi, una volta adulto, tutto cambia. Nel valutare un certo comportamento dobbiamo perciò chiederci se ci piacerà anche quando il cane sarà adulto. Che un cucciolo ci prenda la mano con la bocca può essere divertente, che lo faccia un bel rottweiler adulto un po’ meno. Allo stesso modo prendere uno straccio con la bocca e tirare, abbaiare per attirare l’attenzione, saltare sul divano, portare via la coperta dal letto, ecc…

Tratto da “il galateo per il cane” di Roberto Marchesini, 2011, Giunti editore